Massimali sostanzialmente invariati rispetto a quelli dell’allegato I del DM del 6 agosto 2020, ma addirittura comprendenti anche i costi di posa e dell’Iva, precedentemente esclusi.
 
Sono questi i principi del Decreto Prezzi che costituirà il riferimento per le spese agevolate dai bonus edilizi – in pubblicazione da parte del Ministero della Transizione Ecologica entro il 9 febbraio, secondo le previsioni della Legge di Bilancio 2022.

Il decreto avrà lo scopo di fissare un prezzario di riferimento per determinati lavori connessi ai bonus edilizi. Verranno in questo modo ridefiniti i massimali di prezzo ai quali attenersi per l’asseverazione della congruità delle spese, introdotta a partire dal 12 novembre, per coloro che optano per lo sconto in fattura o la cessione del credito.

In merito si ricorda che l’obbligo del visto di conformità e dell’asseverazione della congruità delle spese per l’esercizio delle opzioni di sconto in fattura o cessione del credito nell’ambito degli interventi agevolati con detrazioni ordinarie, è in vigore dal 12 novembre 2021. L’asseverazione della congruità delle spese, finora rilasciata sulla base del DM 6 agosto 2020, dovrà basarsi anche sul nuovo decreto del Mite, che definirà i valori massimi per alcune categorie di beni non contemplate nel DM Requisiti Tecnici e massimali di costo.

Di fatto, sembra che il Ministero della Transizione ecologica ignori i consistenti aumenti dei prezzi delle materie prime e quelli spaventosi dei costi dell’energia che stanno già gravando sulla produzione e sulla tenuta di alcune filiere. Inoltre inserisce nei massimali il costo dell’Iva e quello della posa che, per sua natura, è da considerarsi variabile.

Se questo scenario sarà confermato purtroppo si bloccherà l’effettiva fruizione dei bonus edilizi, con il conseguente rallentamento dell’economia del Paese.

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