Lecco, marzo 2026 – Con l’approvazione del progetto di legge regionale 139 “Politiche regionali in materia di artigianato”, la Lombardia è intervenuta su una materia che nel tempo si era frammentata in una stratificazione di norme non sempre coordinate tra loro, sostituendo la legge del 1989 e aggiornando l’impianto complessivo. Si tratta di un riordino che il mondo delle imprese attendeva e che ha permesso di chiarire la suddivisione delle competenze tra Regione, Camere di Commercio e Comuni, definendo in modo organico requisiti e limiti dimensionali dell’impresa artigiana. Il testo, inoltre, rafforza il ruolo della Consulta tecnica e introduce misure su credito, incentivi economici, digitalizzazione, sostenibilità, produzioni tipiche e riconoscimento della “Qualità artigiana”. Elementi fondamentali per garantire continuità e rafforzare l’attrattività dell’artigianato nei confronti delle nuove generazioni.
Per Confartigianato il provvedimento rappresenta un passaggio significativo, al quale ha portato il proprio contributo lavorando nell’ambito della Consulta tecnica per l’artigianato anche alla definizione del perimetro della legge, rendendola più chiara, coerente e accessibile. Anche se sconta tuttora la zavorra costituita dalla legge quadro nazionale, risalente al 1985 e dunque superata dall’attuale contesto economico e sociale.
«Mettere ordine e semplificare – commenta Davide Riva, presidente di Confartigianato Imprese Lecco – è una necessità concreta per chi ogni giorno fa impresa. Un quadro normativo più chiaro significa meno sovrapposizioni, meno incertezze e più tempo ed energie da dedicare al lavoro».
Il presidente Riva sottolinea anche il metodo seguito: «Il confronto avviato in Consulta tecnica ha consentito di accompagnare la stesura del testo, contribuendo a renderlo più coerente con l’evoluzione del settore. È positivo anche il rafforzamento delle sinergie tra Regione, Camere di Commercio, enti locali e associazioni di categoria: una pubblica amministrazione che dialoga in modo coordinato è un valore per le imprese».
Nel merito, evidenzia alcuni punti chiave: «Sono importanti le misure a sostegno dell’accesso al credito, così come l’attenzione alla digitalizzazione, all’innovazione e all’efficientamento energetico. Strategico è anche il riconoscimento della “Qualità artigiana” e il sostegno alle produzioni tipiche, che valorizzano il saper fare lombardo e rafforzano l’identità del comparto».
Ma il giudizio positivo sul provvedimento regionale si accompagna a una richiesta chiara rivolta al livello nazionale.
«La Regione ha fatto un lavoro serio di riordino – prosegue – ma resta un limite oggettivo: la cornice della legge quadro nazionale del 1985. Alcune definizioni e alcuni vincoli non rispecchiano più la realtà delle imprese artigiane di oggi, che operano in filiere evolute, investono in tecnologia, lavorano su mercati sempre più ampi».
Secondo il presidente di Confartigianato Lecco, la vera sfida ora è un’altra: «Non possiamo accontentarci di mettere ordine a livello regionale, cosa che comunque rappresenta un importante passo avanti. Serve un aggiornamento della normativa nazionale, dopo quarant’anni, per renderla coerente con l’evoluzione dell’impresa artigiana contemporanea».
Un aggiornamento che, precisa Davide Riva, non deve snaturare l’identità del comparto: «Il principio resta quello del lavoro personale, della responsabilità diretta dell’imprenditore, del legame con il territorio. Ma le regole devono essere costruite con un approccio che tenga conto delle dimensioni reali delle imprese e della loro funzione nell’economia. Pensare prima di tutto alle piccole realtà quando si scrivono norme e procedure non è una concessione: è una scelta di buon senso per rafforzare la competitività del sistema».
Dunque, bene il riordino lombardo, ma ora il passo successivo deve arrivare da Roma, dove è in corso su questo tema un confronto tra l’Associazione e il Governo. «E’ un lavoro in cui Confartigianato Imprese Lecco è fortemente impegnata, anche attraverso la partecipazione ai tavoli di un proprio funzionario, a dare supporto concreto al livello nazionale, per rendere più attuale la disciplina dell’artigianato regolata dalla Legge Quadro», conclude il presidente Riva.





