Lecco, 10 febbraio 2026 – E’ stata accolta con soddisfazione anche dalle imprese lecchesi della categoria Benessere la semplificazione inserita nella Legge di Bilancio 2026, che ha escluso dall’obbligo di iscrizione al RENTRI – il registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti – acconciatori, centri estetici e tatuatori.

La norma ha ridefinito il perimetro dei soggetti obbligati all’iscrizione, accogliendo una richiesta avanzata da tempo dalle imprese attraverso Confartigianato e le altre associazioni di categoria dell’artigianato, che avevano più volte evidenziato come gli adempimenti previsti risultassero sproporzionati rispetto alla dimensione e alla tipologia delle attività coinvolte.

Un risultato che interessa centinaia di micro e piccole imprese anche nella provincia di Lecco: realtà artigiane spesso a conduzione familiare, che rischiavano di essere appesantite da obblighi digitali complessi e costosi, senza reali benefici ambientali.

Il RENTRI è il sistema informatico nazionale introdotto per garantire la tracciabilità dei rifiuti, migliorando il monitoraggio e i controlli lungo tutta la filiera. Uno strumento pensato in particolare per settori con produzioni di rifiuti rilevanti o complesse. Per il comparto benessere avrebbe comportato nuovi oneri amministrativi, investimenti in formazione e una gestione informatica difficilmente compatibile con la struttura delle micro imprese.

«È un risultato importante, frutto di un lavoro di rappresentanza serio e continuo ai massimi livelli istituzionali – commenta Dante Proserpio, presidente della Categoria Benessere di Confartigianato Imprese Lecco, vicepresidente vicario dell’Associazione –. Abbiamo portato con determinazione la voce delle imprese a Palazzo, dimostrando che semplificare non significa abbassare l’attenzione sull’ambiente, ma costruire regole proporzionate e realmente applicabili. Questo intervento riconosce finalmente la specificità di un comparto fatto di micro e piccole imprese artigiane».

Nel dettaglio, dunque, la Legge di Bilancio 2026 esclude dall’obbligo di iscrizione al RENTRI, tra gli altri le attività artigianali del settore benessere (acconciatori, estetisti, tatuatori – codici ATECO 96.02.01, 96.02.02, 96.02.03, 96.09.02), anche se produttrici di rifiuti pericolosi come aghi, lame monouso e materiali contaminati; le imprese con meno di 10 dipendenti limitatamente ai rifiuti non pericolosi; i soggetti che raccolgono e trasportano esclusivamente i propri rifiuti non pericolosi.

Le attività del benessere restano inoltre esonerate dalla tenuta del registro di carico e scarico e dal MUD, con l’obbligo di conservare i formulari di identificazione dei rifiuti (FIR) in formato cartaceo per almeno tre anni.

Resta quindi ferma la responsabilità ambientale delle imprese, che dovranno continuare a smaltire correttamente i rifiuti prodotti tramite operatori autorizzati e secondo le modalità già previste dalla normativa vigente.

Sul territorio lecchese, Confartigianato ha accompagnato questo percorso anche con un’intensa attività di informazione e supporto. Nelle scorse settimane l’Associazione ha organizzato a Lecco un seminario dedicato al RENTRI, che ha visto la partecipazione di circa 160 imprese, a conferma dell’attenzione e delle preoccupazioni diffuse sul tema.

L’iniziativa, aperta anche alle imprese non associate, si inserisce nell’impegno costante di Confartigianato per essere un punto di riferimento per il territorio, le imprese e i cittadini, soprattutto in una fase caratterizzata da numerose novità introdotte dalla Manovra di Bilancio 2026.

«Questo risultato dimostra quanto sia fondamentale il ruolo delle associazioni di rappresentanza – sottolinea il presidente di Confartigianato Imprese Lecco, Davide Riva –. Il nostro compito è far arrivare le istanze delle imprese ai tavoli decisionali e trasformarle in norme più eque, che tengano conto della realtà produttiva delle micro e piccole imprese».

«Accanto all’azione politica – aggiunge il segretario generale Matilde Petraccac’è un lavoro operativo quotidiano fatto di informazione, formazione e accompagnamento. Incontri come quello sul RENTRI servono a dare risposte concrete, a ridurre l’incertezza e a confermare Confartigianato come soggetto attivo e responsabile nella valorizzazione del tessuto economico locale».

I soggetti non più obbligati all’iscrizione al RENTRI che si fossero già iscritti possono presentare la pratica di cancellazione entro il 30 marzo p.v. QUI le istruzioni sulla procedura da seguire.