Lecco, 23 giugno 2022 – “Con i prezzi del gasolio alle stelle sarà difficile per chiunque continuare a lavorare. E’ urgente che il Governo intervenga ancora a sostegno del comparto dell’autotrasporto, con misure specifiche che diano sollievo ad un settore essenziale per la movimentazione delle merci, dei beni alimentari e di prima necessità”.
Questo l’appello lanciato dal Presidente di Confartigianato Imprese Lecco, Daniele Riva per fronteggiare la continua impennata dei costi di rifornimento dei carburanti che sta mettendo in ginocchio l’attività di trasporto professionale.

Confartigianato apprezza le recenti parole della Viceministra alle infrastrutture e mobilità sostenibili Teresa Bellanova che, recependo le richieste dell’Associazione, ha dichiarato la volontà di non lasciare solo il mondo dell’autotrasporto in questa fase difficilissima. E, proprio per questo, Confartigianato chiede siano vagliati al più presto nuovi interventi di sostegno per il settore, evitando il serio rischio che la categoria si blocchi per impossibilità di continuare a garantire i servizi di trasporto.

Le imprese sono adesso in attesa della prossima emanazione del decreto attuativo per l’erogazione dei 500 milioni di euro a favore dell’autotrasporto, che è stato trasmesso alla Direzione concorrenza della Commissione Europea, contenente le modalità operative per fruire del credito d’imposta in compensazione.

Nell’attesa che sia resa ufficiale la procedura tecnica per fruire le risorse e in considerazione dell’inefficacia dello sconto di 25 cent alla pompa, Confartigianato Trasporti ritiene indispensabile che il Ministro Giovannini presti la dovuta attenzione alla situazione e si agisca per tempo definendo un complesso di misure che vadano in più direzioni: da un lato bisogna agire fissando un tetto massimo del prezzo delle materie prime, dall’altro bisogna porre fine alla speculazione rafforzando i controlli antifrode in atto e di conseguenza vanno assicurati adeguati ristori a migliaia di piccoli e medi operatori strozzati da questa congiuntura devastante.

E sempre in tema di rincari che stanno mettendo in grave difficoltà le piccole e medie imprese, l’Ufficio Studi di Confartigianato rileva che nel secondo semestre 2021 le piccole imprese lombarde e italiane hanno subito aumenti dell’elettricità pari al +23,8%, a fronte del +2,1% di Paesi manifatturieri e limitrofi come Francia e Germania, penalizzando di fatto la competitività del made in Italy di tutti i settori. Un dato allarmante per famiglie e imprese.

“Gli aumenti di prezzo provocati dalla guerra in Ucraina stanno mettendo in ginocchio anche le piccole imprese lecchesi – dichiara Riva – che, già prima della pandemia, pagavano il prezzo dell’energia elettrica più alto d’Europa. Servono misure immediate per il prossimo inverno. In particolare, siamo più che favorevoli all’introduzione di un tetto al prezzo del gas e a interventi mirati a sostegno delle MPI per salvaguardare competitività e occupazione come l’annullamento degli oneri generali del servizio elettrico anche per il III trimestre dell’anno. Sollecitiamo infine l’applicazione alle piccole imprese, per il primo trimestre 2022, del credito d’imposta già previsto per le imprese energivore e gasivore. Per semplificare il calcolo del credito d’imposta, Confartigianato propone che, nel caso di identità del fornitore di energia tra i primi due trimestri del 2019 e i primi due trimestri del 2022, sia il venditore stesso a fornire i dati utili a determinare il contributo straordinario”.

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