Lecco, 1 Luglio 2020

 

“Al termine del 2019 eravamo tra le province lombarde che meglio contenevano le perdite in fatto di export manifatturiero. Oggi, dopo l’emergenza Covid, siamo il territorio più colpito, il settimo più in negativo dell’intero Paese. Ecco perché, anche e soprattutto da una culla dell’artigianato come Lecco, ci ostiniamo a domandare alle istituzioni risposte certe in termini di accesso al credito, riforma fiscale e semplificazione burocratica”. Le parole del presidente di Confartigianato Imprese Lecco, Daniele Riva, suonano senza incertezza come un grido di allarme. I numeri dell’osservatorio appena pubblicato da Confartigianato Lombardia, infatti, non lasciano spazio a dubbi. In un contesto lombardo in cui l’export cala del 5,2% tra il livello del primo trimestre 2019 e quello del primo trimestre 2020, ci sono province che contengono i danni (Mantova con il -0,9%, Sondrio con il -1,8%, Lodi con il -3,2%), altre che pagano un prezzo già consistente (Brescia con il -4,6%, Como con il -6,1%, Bergamo con il -6,5%, Varese con il -6,9%, Monza con il -7,0%, Milano con il -7,2%), e Lecco che si guadagna il poco invidiabile onore dell’ultima piazza con un passivo dell’8,8%. Sostanzialmente, una commessa estera su dieci saltata a causa del Covid-19.

“Un bilancio gravissimo – è il commento del segretario Vittorio Tonini – che conferma quello che già era l’allarme dei rilevamenti sul calo di fatturato di marzo (per Lecco si parlava di circa il 70%), e più in generale tutte le sensazioni che già avevamo annotato offrendo risposte e servizi alle migliaia di richieste e quesiti sopraggiunti ai nostri uffici nei mesi di lockdown”.

“Questo record lombardo nel calo dell’export è un tema che credo debba essere messo in agenda da tutti i nostri rappresentanti politici, ad ogni livello – prosegue il presidente Daniele Riva – tanto più  che ha tutti i contorni di una drammatica beffa. In avvio di 2020, almeno tre elementi preoccupavano, e non poco, i processi di internazionalizzazione delle nostre imprese. Toccava prendere nota dei dazi americani, vivere l’attesa della Brexit e incassare il rallentamento tedesco. Campanelli d’allarme che, tuttavia, vedevano la nostra provincia tener botta meglio delle altre, con una variazione del 4,2% sul 2018 (registrata a settembre 2019) che valeva la miglior performance regionale. Dopodiché, il tracollo legato al Covid. Possibili soluzioni? – conclude Riva – L’Ufficio Estero che condividiamo con Api Lecco è stato in prima linea, anche in questi mesi durissimi, per garantire a tante aziende associate il necessario accompagnamento sui mercati esteri (in molti casi si è trattato di un repentino ed efficace cambio di strategie). Ma occorre anche che dal governo arrivino quei segnali che il nostro presidente Merletti ha ribadito anche in apertura degli Stati generali: accesso al credito, riforma fiscale in senso pieno e sburocratizzazione immediata”.